Rinoplastica

COS’È
Con il termine di rinoplastica s’intende la correzione chirurgica del naso che si può effettuare modificando le strutture di sostegno: le ossa nasali e le cartilagini.

INDICAZIONI GENERALI
Le anomalie nasali possono essere sia congenite che traumatiche e sono di vari tipi ed entità; possono interessare il dorso (determinando una gobba), la punta (che può avere un aspetto a becco o a patata) o entrambe. Quando ci sono problemi respiratori la rinoplastica può essere associata ad un intervento di settoplastica per correggere l’ostruzione delle vie aeree; si può quindi effettuare un intervento di rino-settoplastica.

INTERVENTO
Prima dell’intervento il paziente si sottoporrà ad analisi (elettrocardiogramma, radiografia del torace, analisi del sangue) per valutare il suo stato di salute. È necessario fare delle fotografie pre-operatorie che aiuteranno il chirurgo durante l’intervento e che serviranno per valutare, a distanza di un anno, il miglioramento estetico ottenuto. L’atto operatorio, che dura circa 2 ore, può essere eseguito sia in anestesia generale che in anestesia locale. Anche in caso di anestesia generale, il paziente è in grado di rimettersi in piedi qualche ora dopo e tornare a casa nel giorno stesso dell’intervento. La tecnica (tranne casi particolari) non lascia alcun tipo di cicatrice e non prevede, se l’intervento è stato di sola estetica, l’uso di tamponi nelle narici, consentendo al paziente di respirare quasi regolarmente. Questo determina un buon comfort nel periodo post-operatorio. L’intervento è privo di dolore, infatti, non è necessario l’impiego di alcun tipo di antidolorifico.

POST-INTERVENTO
Nelle prime 48-72 ore gli occhi possono essere gonfi o anneriti. Sul naso operato viene applicato un gesso che verrà rimosso 7 giorni dopo l’intervento. Rimosso il gesso il naso resterà gonfio, ma il paziente avrà un aspetto del tutto presentabile già otto giorni dopo l’intervento. Il risultato definitivo si otterrà solo dopo 6-12 mesi. È importante valutare il risultato finale e fotografare nuovamente il paziente a circa un anno di distanza dall’intervento.

I NOSTRI ESPERTI DICONO …

Effettuare un intervento di Rinoplastica con successo, non significa solamente dare al paziente il risultato estetico desiderato, ma studiare nel dettaglio le varie componenti del naso e riuscire ad ottenere un risultato naturale, armonioso e preciso, diverso per ogni soggetto, utilizzando ogni volta differenti dettagli tecnici. Solo un Chirurgo Plastico dotato di un vasto bagaglio tecnico-culturale sull’argomento è in grado di ottenere simili risultati. La Rinoplastica secondo la maggior parte degli autori si dovrebbe eseguire non prima dei 17 anni, in quanto si riconoscono dei nuclei di ossificazione delle ossa nasali che raggiungerebbero il proprio pieno sviluppo solo verso la fine appunto dell’età puberale. L’età più frequente è quella che và dai 20 ai 30 anni, rappresentando circa il 48% dei casi operati. L’età compresa fra i 16 e i 20 ani rappresenta il l’8% dei pazienti, quella fra i 30 e i 40 anni è il 22%, fra i 40 e i 50 il 16%, e fra i 50 e i 60 anni il 6% di operati. In generale il naso va studiato in tutte le sue parti quali: dorso osseo, dorso cartilaginoso, cartilagini alari, punta del naso, narici, angoli glabellare e naso-labiale, deviazioni esterne, deviazioni del setto ipertrofia dei turbinati, double-tip, spessore cutaneo, armonia con il volto, rapporto con il mento, necessità di effettuare innesti di cartilagine o ossei. Insomma per non ottenere i cosiddetti nasi tutti uguali, o che si vede da lontano che è un naso rifatto bisogna tanto personalizzare l’intervento, quanto non togliere troppo le strutture anatomiche. La rinoplastica è oltretutto un intervento che non si esegue a cielo aperto, ma da due piccole incisioni dentro le narici, quindi da un campo operatorio molto piccolo ove solo il primo operatore riesce a vedere le strutture principali ove lavorare, ma che più che vederle deve anche palparle e conoscerle molto bene per poterle modellare quasi alla cieca. Nel caso di correzione funzionale del setto e dei turbinati, si può utilizzare il bisturi a radiofrequenza che potrà dare ottimi risultati con minima invasività.

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